Informazioni. 

L’esposizione canina è un evento importante. Dimostra tutti i progressi fatti nell’arco dell’anno da parte di un allevamento, stima il numero di cani globali, l’andamento dello sviluppo della razza, così come gli accoppiamenti abbinati per l’allevamento.

Durante le mostre si potranno incontrare amanti dei cani e tutto questo crea una stupenda atmosfera.

Per ottenere buoni risultati il cane deve essere sano, non grasso ma nemmeno troppo magro, con una muscolatura adeguatamente sviluppata. Il pelo deve essere in ordine, la dentizione perfetta. Il cane deve essere tranquillo e calmo in presenza di altri cani nel ring, in presenza di altri proprietari e soprattutto davanti al giudice. Deve mantenere un’ottima e fiera postura.

Per avere un cane equilibrato bisogna cominciare ad addestrarlo prima possibile, verso i tre mesi circa. Sono richiesti il libretto di qualifiche presso il gruppo cinofilo, il vaccino antirabbico ed essere in possesso del pedigree. Bisogna acquistare il guinzaglio adatto da mostra. È un guinzaglio molto diverso da quello classico che viene usato per le passeggiate quotidiane.

 

Se non sapete come portarlo sul ring potrete comunque rivolgervi al vostro allevatore o mettervi in contatto con un handler professionista.

Il pedigree. 

Se il cane non ha il pedigree pur essendo figlio di due cani certificati, nonostante la sua genealogia a livello di ENCI e FCI risulta comunque un meticcio. Il pedigree è la carta d’identità di un cane di razza, quindi bisogna pretenderlo. Non consiste unicamente nel sapere se è un campione e/o figlio di un campione, ma sapere se ci sono problematiche fisiche ereditarie.

Quindi è una garanzia di avere un cane senza determinate patologie. È importante non solo per chi voglia allevare, o fare una cucciolata, o per chi vuole fare esposizioni, ma è fondamentale per tutti quelli che decidono di avere un cane di razza.

Diffidate da chi vi fa due prezzi, uno con pedigree e l’altro senza. Non è il pedigree che pesa sul prezzo di un cucciolo, ma le spese durante i primi mesi di vita del cucciolo, oltre a quelle della madre durante la gravidanza.

Ma che cos’è il pedigree? 

Il pedigree ROI è un documento ufficiale e lo si può richiedere solo se entrambi i genitori del cucciolo lo hanno in quanto esso riporta l’albero genealogico del cucciolo, sia da parte di madre che di padre, fino alla quarta generazione, quindi è la prova tangibile che il cane è di razza pura dato che ne documenta l’avvenuta selezione.

Oltre a questo vi possono essere riportati gli eventuali titoli nazionali ottenuti dai parenti del cucciolo e il grado di displasia accertato se vi sono stati casi all’interno della discendenza. Il pedigree si può richiedere all’Ente Nazionale Cinofilia (solitamente lo fa il proprietario della fattrice) entro un tempo breve dalla nascita della cucciolata.

Il pedigree non viene mai consegnato direttamente dall’allevatore almeno che il cane non sia già abbastanza grande, sicuramente un cucciolo acquistato all’età minima di legge, ovvero due mesi, o anche a tre non avrà ancora il pedigree cartaceo.

Chiunque chieda soldi in più per il pedigree del cane vi sta truffando. Purtroppo il chiedere soldi extra è una prassi piuttosto comune soprattutto negli allevamenti multirazza e nei negozi. Oltretutto presentano spesso documenti stranieri incomprensibili fatti passare per pedigree ma che con esso non hanno nulla a che fare.

Nel caso il cane sia stato acquistato all’estero dovrà essere munito di pedigree export, che poi dovrà essere riconosciuto dall’ente nazionale competente per essere ritenuto autentico.

Il microchip.

Il microchip è un chip appunto che viene inserito sottopelle al cane, all’altezza del collo, e serve per identificarlo. Ogni microchip ha un codice formato da una serie di quindici numeri che ha sostituito il vecchio sistema del tatuaggio.

Serve per l’iscrizione del cane all’anagrafe canina ed è utile in caso di smarrimento o furto dell’animale e come deterrente nel caso il padrone voglia abbandonarlo.

Una volta registrato il microchip infatti, il cane e quindi il suo proprietario sono facilmente rintracciabili.

Ricordiamo che il microchip è obbligatorio e i proprietari di cani che verranno trovati senza dovranno pagare una multa.

Il libretto sanitario.

Il libretto sanitario invece viene dato al proprietario del cucciolo nel momento in cui questo inizia il ciclo vaccinale e la sverminazione, è gratuito ed è in dotazione a tutti gli ambulatori veterinari.

Il veterinario di fiducia lo compilerà col nome del cane, la razza o scriverà meticcio, il colore, la taglia, il sesso e il numero di microchip oltre ai dati anagrafici del proprietario del cucciolo.

Ogni somministrazione di vaccini e medicinali verrà riportata nel libretto con la data. Inoltre ogni volta che il cane è malato o viene eseguito un intervento il veterinario scriverà la cura fatta e i dati rilevati.

Serve quindi come promemoria del nostro veterinario e a noi serve ogni volta che ci spostiamo, ad esempio per andare in vacanza. Se succede qualcosa al cane, il veterinario del posto sarà aggiornato sul suo stato di salute.

Il libretto serve anche per provare alle autorità che il cane è vaccinato e sano, nel caso ci siano dei controlli. Nel caso di un cane comprato all’estero il libretto sarà sostituito dal “passaporto UE”.

Il passaporto UE per il cane.

Se andate all’estero avrete bisogno del passaporto per il cane. Per ottenerlo devono essere identificati ed iscritti nell’Anagrafe degli animali da affezione. L’iscrizione va fatta presso i veterinari o presso il Dipartimento veterinario di zona che verifica la leggibilità del microchip, predispone il passaporto e registra il numero e la data di rilascio.

Poiché la rabbia è ancora presente in molti paesi esteri, la vaccinazione antirabbica è il requisito necessario ed indispensabile per render il passaporto valido per l’espatrio. La vaccinazione antirabbica va richiesta al proprio veterinario.

Il passaporto è considerato valido per l’espatrio trascorsi ventuno giorni dalla data della prima inoculazione del vaccino. Rimane valido se, la vaccinazione viene ripetuta successivamente entro la scadenza indicata dal veterinario.

Se si lascia scadere la vaccinazione, per usare il passaporto bisogna attendere nuovamente che trascorrano i ventuno giorni dopo una nuova antirabbica.

Stati europei dove è necessario il passaporto del cane.

Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (compresa la Groenlandia e le Isole Faeroe), Estonia, Francia (compreso Guyana Francese, Guadalupa, Martinica e Réunion), Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo (comprese le isole Azzorre e le isole di Madeira), Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (comprese le isole Baleari, le isole Canarie, Ceuta e Melilla), Svezia e Ungheria.

Discorso a parte per la Finlandia dove è necessario il trattamento preventivo con un medicinale autorizzato contenente “praziquantel” contro la tenia. Deve essere effettuato nei trenta giorni antecedenti al suo arrivo.

Tale trattamento non è necessario per gli animali di età inferiore a tre mesi e per quelli introdotti direttamente dalla Svezia, Norvegia (eccetto le isole Svalbard), Regno Unito o Irlanda, o se l’animale rientra in Finlandia entro le ventiquattro ore.

In base al regolamento dell’Unione Europea, si prevede un massimo di cinque animali da compagnia di movimento non commerciale. Altrimenti, se ci sono più animali, è necessario il passaporto europeo insieme al certificato rilasciato dal Servizio Veterinario.

Il passaporto del cane in Giappone Israele e Sud Africa.

Per introdurre cani in Giappone è necessario che il cucciolo abbia almeno quattro mesi.

Per importare cani e gatti in Israele si devono seguire particolari norme.

I cani spostati dall’Italia alla Repubblica del Sud Africa devono essere testati per alcune patologie speciali.